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Kirinyaga, la mostra fotografica al Polo CAM di Torino: un viaggio verso la Montagna Sacra del Kenya
Arts

Kirinyaga, la mostra fotografica al Polo CAM di Torino: un viaggio verso la Montagna Sacra del Kenya

mercoledì 21 ottobre 2026Orario di inizio non comunicato
Polo Culturale CamIndicazioni
Prezzo sulla pagina dei bigliettiBiglietti venduti da torinotoday.it

Torino celebra un anniversario importante attraverso lo sguardo dell'antropologia e della missione. In occasione del 125° anniversario di fondazione dell’Istituto Missioni Consolata, è stata inaugurata il 29 gennaio, presso il Polo Culturale “Cultures And Mission” (CAM) di via Cialdini 2 l’esposizione “Kirinyaga. Radici sacre, identità viva”. Visitabile fino al 29 novembre 2026, la mostra rappresenta la prima produzione originale del Comitato Scientifico del CAM, centro nato nel 2023 per valorizzare l'immenso patrimonio etnografico e fotografico raccolto dai missionari in tutto il mondo sin dai primi del Novecento.

Sotto lo sguardo del Monte Kenya

Il titolo della mostra, Kirinyaga, è il nome che il popolo Kikuyu dà al Monte Kenya, la montagna sacra dimora del Dio creatore Ngai. L'esposizione si concentra proprio sulle radici di questa popolazione, la più numerosa del Kenya, resa celebre a livello globale dalla figura di Wangari Maathai, la scienziata e Premio Nobel per la Pace che ha dedicato la vita allo sviluppo sostenibile e ai diritti umani.

"Siamo felici di proporre una mostra sui luoghi dove arrivarono i primi missionari - dichiara padre George Wakhungu Kibeu, Superiore della Regione Europa dei Missionari della Consolata - Il legame con questa terra è profondo e speriamo che il pubblico possa approfondirlo".

Oggetti rari e sfide a colpi di enigmi

Il percorso espositivo si snoda tra oltre cento oggetti: utensili da lavoro, strumenti per la medicina tradizionale, armi e oggetti rituali. Tra i reperti spicca il Gicandi, un sonaglio di zucca istoriato di cui esistono pochissimi esemplari al mondo. Questo strumento veniva utilizzato dai cantastorie nei mercati per sfidarsi in complessi duelli poetici basati su enigmi (i ndai). Come spiega la curatrice Elisabetta Gatto, questa tradizione rifletteva la profonda connessione tra l'individuo e la partecipazione alla vita comunitaria.

Un ponte tra passato e modernità

La mostra non è solo un archivio del passato, ma un’analisi dell’identità viva dei Kikuyu. Attraverso immagini storiche e un video di Diego Diaz Morales, l'esposizione racconta l'incontro tra la cultura tradizionale e i missionari della Consolata, giunti in Kenya all'inizio del XX secolo. È il racconto di una comunità che ha saputo resistere alla dominazione coloniale e dialogare con la modernità senza mai recidere il legame spirituale con la propria terra d'origine.

E per tutto il 2026, il Polo CAM ospiterà appuntamenti tematici mensili: a marzo, “Il ruolo delle donne nella cultura Kikuyu”; ad aprile “La medicina tradizionale”; a maggio, "Letteratura e il "Family CAM" per bambini (31 maggio) con fiabe animate"; a ottobre “Cinema e fotografia missionaria” (in collaborazione con l’Archivio di Ivrea) e a novembre, “Le arti” e chiusura della mostra.

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