
“SynesthesIA”, alla Biffi Arte la mostra di Marco Salom tra fotografia, pittura e intelligenza artificiale
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Regista, visual artist, fotografo e compositore, Marco Salom mette in scena, nelle sale della Galleria Biffi Arte, una visione unica, maturata in anni di esperienze artistiche significative e collaborazioni con i più importanti nomi della musica e del cinema.
L'esposizione apre le porte del suo laboratorio creativo, ed è un'occasione per scoprire da vicino come nascono le sue opere, come si sviluppano attraverso gli studi preparatori e come si contaminano, in modo del tutto naturale, nell'incontro tra arti diverse.
Al centro di questo ecosistema visivo risiede la “Triple Layer Art”, una tecnica esclusiva a tre livelli distinti: gli scatti fotografici originali catturano la realtà, l'intelligenza artificiale ne allarga i confini e l'intervento pittorico con pigmenti acrilici e oro 24 carati restituisce materia e calore alle tele. Tra queste vedremo "Iris", pezzo unico dell'opera scelta come immagine ufficiale della 16esima edizione del London Rolling Film Festival, in programma dal 17 al 21 settembre 2026 al Vue Cinema Piccadilly di Londra.
Contemporaneamente, in un sincretismo suggestivo lo sguardo cinematografico dell’artista dilata il tempo attraverso ipnotiche proiezioni di sequenze video in loop, in cui i luoghi, le emozioni e i frammenti del suo vissuto riemergono con le sue muse senza tempo, di una bellezza disarmante.
In questa sezione verrà inoltre presentato in anteprima “pandemIA”, uno short movie con la voce narrante di Luca Argentero. Come sottolinea lo stesso autore: «L’intelligenza artificiale non ha sostituito il mio sguardo, è stata una lente sperimentale per amplificare il materiale visivo realizzato principalmente tra California, Olanda e Italia. “pandemIA” definisce la mia poetica contemporanea, in relazione all'AI e ai suoi possibili sviluppi».
In questo viaggio, Marco Salom si interroga sul futuro, che in qualche modo è già realtà.
Dialogando con le suggestioni di film come “Her” di Spike Jonze o “I’m Your Man” di Maria Schrader, l’artista rifiuta la freddezza dell’algoritmo per cercarne il lato più intimo: l’intelligenza artificiale cessa di essere puro calcolo e si trasforma in uno spazio emotivo in cui umani e umanoidi, apparentemente, condividono sentimenti reali.
La mostra svela infine “Apocalypse” oil on canvas. Un trittico di tele nate dal pigmento puro, cariche di magnetico simbolismo, ricorrente nella poetica dell'artista.
SynesthesIA: this is AI true story è una profonda esperienza immersiva e multisensoriale ma non è una semplice mostra, è il manifesto di un'anima poliedrica che attraversa i linguaggi contemporanei con assoluta libertà. Qui, fotografia, pittura, videoarte e intelligenza artificiale smettono di essere semplici tecniche espositive per diventare interazioni viventi, sintonizzate per amplificare la nostra percezione della realtà.
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