
Al Florian il festival “Attraverso la tendenza” tra arti visive, performative e spettacoli dal vivo
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Dal 23 al 25 ottobre al Florian Espace si terrà il festival “Attraverso la tendenza dove si muove quello che ci muove”: un'indagine delle nuove tendenze nelle arti visive, performative e dello spettacolo dal vivo, a cura di Sibilla Panerai e Chiara Sanvitale.
Un festival che è flusso, corpo, paesaggio, un’esplorazione viva e incarnata su ciò che ci attraversa, ci sposta, ci forma. La ricerca è il movimento fondativo della vita, è una metamorfosi che cambia continuamente pelle e dispositivi scenici, sposando ora la performance e il linguaggio coreografico, ora le immagini.
“ALT è uno spazio di soglia e di riflessione sul contemporaneo, dove l’attraversamento diviene un atto di incontro e di fiducia verso ciò che esiste dall’altra parte, una sottotraccia reattiva ai disallineamenti e al turbamento”, spiegano le curatrici.
Si comincia venerdì 23 ottobre alle 20.45 con Untitled22landscape for disappearing angels il nuovo lavoro di Collettivo Polka Dots, che esplora l’universo biografico e artistico di Francesca Woodman, attraverso un gioco di corrispondenze tra la nota fotografa americana e la performer in scena. Per Woodman l’immagine era “esperienza emotiva condensata”, mentre la drammaturgia qui attiva il processo inverso: si incarnano le fotografie e da esse nasce la narrazione attraverso parola, suono e danza. Woodman comincia a fotografare all'età di 13 anni e muore a 22 “per eccesso di vita”, spalancando un abisso oltre il genere: la sua identità femminile è nella sua relazione con lo spazio, nel confine tra vita e morte, è un modo di gioire, soffrire e desiderare. È un ribellarsi alle definizioni, ai nomi propri e il suo suicidio è esso stesso un atto ribelle, in un salto audace dalla finestra di un attico dell’East Side di New York.
A seguire la presentazione dell’installazione permanente del Festival: Voci, uno spazio immersivo d’esperienza, con la partecipazione dell’artista Selene Pierini. È un’opera-denuncia, un luogo che interroga un piano dell’esistenza in cui la sfera intima è la violenza, quella vissuta dall’artista, che dipana sulle pareti il suo racconto, innescando un atto di sopravvivenza della sua voce e del suo corpo.
La serata si conclude con Vorreië ca scisse la lunë – (vorrei che uscisse la luna), un concerto performativo di Casagrande/Giorgini con Marinella Iezzi, che ha vinto il bando Nuovo Grand Tour, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura italiano in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi. Il progetto nasce da una ricerca sui canti della tradizione abruzzese sul lavoro nei campi e la ciclicità della terra, eseguiti per sostenere la fatica e il tempo, trasmessi oralmente dalle donne. Un attraversamento vocale e corporeo nei diversi strati del giorno e della notte, nel loro senso percettivo, affettivo, sensoriale. Il canto, la parola magica e la ripetizione attivano la memoria che vibra nei rituali quotidiani, costruendo un tempo circolare.
Il secondo appuntamento di sabato 24 ottobre si apre con la performance di Nunzia Picciallo Lemmy B. in cui il verbo Let me be diventa un nome, una soggettività, che sovverte la richiesta di permesso e si manifesta come presenza generativa. L’estetico e il politico si instaurano nello spazio abitato da Lemmy B., in una scena nuda, dove la drammaturgia sonora è uno sguardo costante che non lascia scampo. Il corpo è l’unico dispositivo in grado di riconfigurare grammatiche di potere, alterare canoni, esplorare nicchie di piacere e alleanze costituenti.
A seguire Emma Scarafiotti presenterà il video Neptune: birth of a shell: un film sperimentale che intreccia la ricerca scientifica, il cinema e il linguaggio teatrale. L’artista utilizza la conchiglia come metafora del corpo di Nettuno, simbolo di un corpo in costante mutamento, crescita e metamorfosi. Una riflessione sul concetto di Queer come possibilità postumana, per superare una concezione statica dell’identità aprendosi a nuove forme di esistenza, immaginando il corpo come spazio di trasformazioni continue senza distinzioni e categorie di appartenenza.
Conclude la serata Aquilee di e con Mattia Cason, un solo di corpo, movimento e voce a partire dal pavimento-firmamento della basilica di Aquileia. Il “danzattore” sui mosaici racconta la storia di Aquileia, di Alessandria d’Egitto, e delle influenze linguistiche, filosofiche e spirituali da tutto il Vicino Oriente antico. Lo accompagnano in scena sia la fisarmonica, uno strumento oggi diffuso in tutta l'area dell'antica diocesi aquileiese che includeva genti latine, germane e slave prefigurando già un’Unione Europea, sia il Kurent, arcaica maschera carnevalesca che solo alla fine rivelerà sé stessa e il senso del tutto.
L’ultima giornata del 25 ottobre vede come protagoniste iniziali Francesca Saraullo e Miriam Ricordi con Telluria, il primo studio di una performance con live electronics che da forze telluriche compresse in milioni di anni sprigiona vibrazioni impercettibili, che diventano suono e gesto. I corpi si muovono in una dimensione in cui il tempo umano si dissolve e lascia spazio a quello geologico, invocando la terra come organismo vivo, ventre generativo. Attraversano questo paesaggio come una materia viva: si incontrano, si sostengono, si urtano, si trasformano, fino a tornare lentamente alla quiete. Un ciclo di emersione, sconvolgimento e ritorno, capace di incrinare ciò che ci tiene separat3 e riportarci all’essenziale: stare.
Seguono questa sensibilità i BumBumFritz con Dad or alive ego eco ansia che intreccia storie, dati e confessioni in un viaggio fatto di parole, musica e corpi che diventano schermi segnati dal videomapping. Il pianeta brucia, il mare si alza e il futuro si fa sempre più incerto. Ecoansia, realizzazione personale, precarietà economica: il desiderio di fare figli si scontra con la paura di non avere abbastanza tempo, risorse, energie. Con una drammaturgia che fonde testi recitati e musica elettronica suonata dal vivo, lo spettacolo dà voce a chi si chiede se diventare genitori sia possibile o insostenibile. Il ritmo incalzante della cassa scandisce il battito di chi non dorme, mentre parole e suoni si mescolano tra ironia e inquietudine, tra sogno e risveglio.
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