
'Divieto di oppressione': scritte, graffiti e manifesti delle lotte di Torino in mostra all'atelier di Stampé
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Dal 2 al 25 ottobre apre negli spazi di Stampé – Galleria in Circolo (via Stampatori 5, Torino), Divieto di oppressione. Affissioni, scritte e immagini di lotta, un progetto espositivo ideato da Collettivo Freeco che raccoglie manifesti, locandine, fotografie, graffiti e altri materiali visivi nati dalle mobilitazioni sociali, ambientali, culturali e civili che hanno segnato il territorio torinese negli ultimi anni. L'inaugurazione, aperta al pubblico, è in programma giovedì 2 ottobre dalle 18.30 alle 22.30, con presentazione della mostra, visita guidata e rinfresco.
Il diritto di manifestare
Manifestare è l'atto più politico e democratico che ogni cittadina e cittadino può esercitare per difendere i propri diritti e quelli delle altre persone. Eppure le piazze sono spesso bersaglio del braccio violento del potere, che da istituzione che protegge si trasforma in oppressore. È da questa tensione che nasce Divieto di oppressione: la mostra indaga la scena contemporanea torinese delle mobilitazioni per i diritti delle persone più oppresse, dal movimento per l'Askatasuna alle grandi piazze per la Palestina, dalle lotte per i diritti delle donne ai Pride, dalle azioni per la difesa dell'ambiente ai cortei per i diritti del lavoro e per l'antifascismo.
Mai successo prima
Il progetto – il primo di questo genere in Italia – racconta le manifestazioni e le rivendicazioni sociali con un focus sul loro linguaggio visivo, la grafica e la progettazione artistica come strumenti capaci di veicolare messaggi e mobilitare le persone. Accanto alla mostra, il progetto prevede un ciclo di incontri con professioniste e professionisti della fotografia, dell'illustrazione e della comunicazione visiva. Un calendario aperto alla cittadinanza, che potrà accedere gratuitamente a tutte le attività in programma.
Il perché dei curatori
“A quasi un anno dall’autunno caldo che ha visto le proteste di massa riprendere vigore in tutto il Paese, dai movimenti per la Palestina alla difesa degli spazi sociali come l’Aska, avvertiamo con forza l’esigenza di osservare con uno sguardo nuovo i movimenti per i diritti – spiega Luca Minici, vicepresidente di Collettivo Freeco e co curatore della mostra – Lo facciamo da Torino, una città dove le soggettività in agitazione si intersecano, si interrogano e spesso si uniscono nella lotta. Abbiamo scelto di farlo attraverso le immagini, i manifesti e le tracce con cui questi movimenti raccontano le proprie idee, dialogando direttamente con chi la lotta la fa, con chi la sostiene e con chi la osserva” conclude Minici.
“Manifesti, fotografie e scritte sono spesso considerati documenti effimeri, legati alla cronaca del momento – aggiunge Daniela Carrabs, co-curatrice della mostra – Per noi sono una parte importante della memoria contemporanea: le manifestazioni durano un giorno, ma le immagini che le accompagnano possono raccontare un’intera generazione, il modo in cui le persone scelgono di prendere parola, si rappresentano e occupano lo spazio pubblico. Con la mostra abbiamo voluto raccogliere e valorizzare questo patrimonio, costruendo una raccolta che non fosse un archivio chiuso ma uno spazio aperto alla partecipazione di chi queste lotte le vive e le documenta” conclude Carrabs.
La mostra che vieta l'oppressione
La mostra Divieto di oppressione – aperta al pubblico dal 2 al 25 ottobre nelle sale di
Stampé – si articola in tre sezioni. La sezione principale raccoglie affissioni, manifesti e materiali visivi delle mobilitazioni torinesi, con contributi dagli archivi di Non Una Di Meno, Vanchiglia Insieme, Torino Pride, Movimento No TAV, Torino per Gaza, Extinction Rebellion, Fridays for Future, Osservatorio CPR e Laboratorio Zanna Dura. La sezione collettiva Immagini di lotta espone una selezione di fotografie scattate da chi le manifestazioni le attraversa in prima persona, raccolte attraverso una call pubblica. La sezione documentale Scritte sui muri è invece dedicata alle scritte e ai graffiti di lotta che animano le strade della città, con contributi dai progetti Instagram di @torinosuimuri, @vanchigliasuimuri e @lello.a.mano.armata che quotidianamente tengono traccia dei segni di protesta che compaiono sui muri delle nostre città.
Il calendario dei talk pubblici
Il programma di incontri mette in dialogo persone del mondo della fotografia, della ricerca e dell’attivismo a vario titolo coinvolte nei movimenti torinesi, per raccontare da più prospettive il rapporto tra immagine e lotta. Il calendario prevede quattro appuntamenti, tutti negli spazi di Stampé e con ingresso libero:
9 ottobre, ore 18.30 — Scatta la lotta: fotografare rispettando chi protesta e senza aiutare l'algoritmo, con Elisa Marchina e Matteo Secci. Un confronto sull'etica della fotografia di piazza, tra sicurezza di chi partecipa e rischi di profilazione tramite intelligenza artificiale con Marchina e Secci, due fra le voci più impegnate nella fotografia di manifestazione a Torino.
16 ottobre, ore 18.30 — Scritte di lotta: come la protesta prende vita sui muri delle città, con Matteo Bidini. Un racconto tra ricerca accademica e ricerca sul campo per restituire al pubblico un panorama più consapevole degli artefatti che tutti i giorni vediamo scorrerci a fianco, a volte con indifferenza e altre volte con estremo interesse.
23 ottobre, ore 18.30 — Disegni di lotta: come prendono forma le affissioni delle manifestazioni, con Leonora Camusso (Extinction Rebellion), Chiara D'Amato (Fridays for Future), Chiara Serra (Non Una Di Meno) e Olga Maira Zannoni (illustratrice e autrice del visual Torino Pride 2026). L'appuntamento si inserisce nel programma di Graphic Days – IN THE CITY. Un confronto tra artistə e protagonistə della scena grafica militante, l'incontro analizzerà il processo creativo, il valore politico e l'impatto culturale delle affissioni e delle locandine delle manifestazioni di lotta che attraversano i muri delle nostre città.
25 ottobre, ore 18.30 — Diritto di protesta: una guida pratica per manifestare, con persone delegate di Amnesty International, Carla Gottardi ed Enrico Ottaviano. Un ripasso pratico sui diritti di chi manifesta e su come tutelarsi in caso di violazioni.
Le realtà del progetto
Collettivo Freeco è un'associazione di freelancing collaborativo che promuove autodeterminazione, pluralità, sostenibilità ed etica del lavoro per le persone freelance. Dal 2023 crea spazi di confronto e supporto per chi lavora in proprio, mettendo in rete le competenze delle persone freelance per realizzare progetti e collaborazioni di valore sociale e culturale, promuovendo pratiche di lavoro sostenibili ed etiche.
Stampé – Galleria in Circolo è un Atelier di Comunità negli storici spazi di via Stampatori 5 a Torino: un laboratorio sociale in cui arte, impresa e socialità si incontrano. Lo spazio ospita un circolo artistico-culturale, gestito da Arci Torino, progetti per l'orientamento e l'accompagnamento al lavoro e aree dedicate alla promozione dei prodotti dell'artigianato locale, con un'attenzione particolare ai percorsi di autonomia di giovani e donne.
Le informazioni sulla mostra
● Dove: Stampé – Galleria in Circolo, via Stampatori 5, Torino
● Quando: dal 2 al 25 ottobre 2026 (il 2 ottobre, dalle 18.30 alle 22.30, vi sarà l'inaugurazione con rinfresco offerto ai visitatori).
● Orari: da martedì a giovedì 15–19; venerdì e sabato 15–23; domenica
16–21; lunedì chiuso
● Ingresso: gratuito
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