
Le molte metamorfosi di Pinocchio: alla Libreria Caleidoscopio l'arte di reinventare un classico
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Il naso che si allunga, le orecchie d'asino, il ventre della balena: l'universo visivo di Pinocchio fa parte della memoria collettiva, eppure il burattino nato dalla penna di Carlo Collodi non ha mai mantenuto la stessa forma. Cambiano gli stili dei disegnatori, le sensibilità delle epoche e i linguaggi visivi, ma la figura dell'irrequieto burattino di legno continua a trasformarsi senza perdere la capacità di parlare a lettori di ogni età. A duecento anni dalla nascita del suo autore, la Libreria Caleidoscopio di corso Mameli 36 dedica al classico della letteratura per l'infanzia la mostra-laboratorio "Immaginare Pinocchio", aperta al pubblico fino al 31 ottobre.
Il progetto, curato dallo psicologo, bibliotecario ed esperto di letteratura per ragazzi Gigi Paladin, è nato in collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics di Brescia e con il patrocinio dell'Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune. Per tre settimane gli spazi della libreria - aperta in centro storico da meno di un anno con l'ambizione di strutturarsi come presidio culturale aperto alla città - si riempiono di tavole, oggetti, balocchi ed edizioni d'epoca, affiancate da un fitto programma di laboratori con le scuole e proiezioni al Cinema Nuovo Eden.
Dai primi tratti alle matite contemporanee
L'itinerario allestito nei locali di corso Mameli propone un confronto diretto tra la prima iconografia collodiana e il lavoro degli illustratori contemporanei. Attraverso le diverse rappresentazioni del protagonista, della Fata Turchina e di Mangiafuoco, il percorso mostra come la percezione dei personaggi sia mutata al variare dei contesti storici e artistici. "Il senso della mostra - sottolinea Paladin - sta proprio nel verbo immaginare, dando spazio alla parte visuale con cui illustratori e illustratrici hanno rappresentato nel corso del tempo la figura di Pinocchio e formato le rispettive immaginazioni di chi ha letto il libro". Un'impostazione ripresa dal direttore della libreria, Lucio Lorenzi, che evidenzia come l'allestimento punti a trasformare lo spazio "in un ‘paese dei balocchi’ per piccoli e grandi, dove la bellezza delle illustrazioni incontra la leggerezza del gioco".
Per il mondo scolastico e per chi muove i primi passi nell'editoria d'arte, l'iniziativa rappresenta anche un momento di continuità formativa. Marta Comini, direttrice artistica della Scuola Internazionale di Comics di Brescia, ricorda infatti il legame professionale con il curatore: "Gigi Paladin è stato un maestro nei miei primi passi nel mondo dell'illustrazione. Ritrovarci oggi a lavorare insieme con i nostri studenti, attraverso un personaggio così ricco di possibilità visive, è un modo per condividere la passione e l'esperienza ricevuta all'inizio del mio percorso".
Il programma dei laboratori e l'alleanza con le scuole
Accanto al percorso espositivo, una componente centrale della proposta è rivolta agli studenti delle scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado, coinvolti in attività pratiche di fumetto, illustrazione e manualità condotte da autori di rilievo nazionale. Dopo le prime sessioni guidate da Elena Triolo, da Giulia Orecchia e dall'illustratore bresciano AntonGionata Ferrari - che ha proposto una sua personale "mappa" del mondo di Collodi -, il calendario degli incontri proseguirà il 21 ottobre con la testimonianza di Alessandra Cassinelli, figlia del celebre illustratore Attilio Cassinelli.
Il progetto travalica inoltre le pareti della libreria per stringere un legame con la programmazione cinematografica cittadina. In collaborazione con il Cinema Nuovo Eden di via Nuvolento, il percorso prevede la proiezione del film d'animazione Pinocchio di Enzo D'Alò: una prima visione domenicale inserita nella rassegna "Piccolo Eden" il 18 ottobre alle 16, seguita dalla proiezione riservata alle classi venerdì 23 ottobre alle 9.30.
L'impatto educativo dell'iniziativa incontra la visione dell'amministrazione cittadina. Come sottolinea l'assessora alle Politiche giovanili ed educative Anna Frattini, dare corpo visivo a un grande classico significa offrire ai più piccoli qualcosa di più di un semplice racconto: "Vedere come la storia di Pinocchio sia cambiata nel tempo aiuta i bambini a capire che anche le immagini raccontano l'epoca in cui nascono. Imparare a guardare le illustrazioni diventa così un modo per allenare lo sguardo sulla realtà e sviluppare un pensiero critico e libero". In questo senso, la figura del burattino che impara a diventare grande si trasforma nell'occasione perfetta per parlare di crescita, responsabilità e di quanto sia fondamentale continuare a coltivare l'immaginazione.
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