
Comicità, impegno sociale e sogno: la nuova stagione di “Rido Sogno e Volo” del Teatro Manicomics
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Presentazione
L’ottava edizione della rassegna “Rido Sogno e Volo” (2026-2027), curata da Manicomics Teatrocirco al Teatro Manicomics di Piacenza dal 31 ottobre 2026 al 13 marzo 2027, propone un cartellone multidisciplinare incentrato sul teatro contemporaneo, la comicità, il grottesco e l’impegno sociale. Il palinsesto serale esplora la complessità umana e civile attraverso l’ironia pungente di Eva Robin’s in “Il frigo” di Copi, le contaminazioni popolari di Stivalaccio Teatro con “Romeo e Giulietta”, e le riflessioni ecologiche del divulgatore Roberto Mercadini. La narrazione prosegue toccando la delicata tematica della disabilità con “Il figlio migliore” di Quinta Parete, la nostalgia identitaria argentina in “Astor” di Rodrigo de Miguel, l’eccezionale comicità muta e transgenerazionale di Paolo Nani ne “La lettera”, fino a concludersi con lo storytelling esistenziale del celebre funambolo Andrea Loreni in “Batman non vola”. La dimensione del “sogno”, specificamente dedicata alle nuove generazioni e alle famiglie, si sviluppa nei pomeriggi domenicali con produzioni d’eccellenza nazionale: la Fondazione Trg presenta “Winnie the Pooh”, una riflessione sui sentieri dell’infanzia, mentre il Teatro del Cerchio propone “Che fine ha fatto Babbo Natale?”, incentrato sul valore del dono e della cooperazione. Sostenuta da Fondazione di Piacenza e Vigevano, dalla Regione Emilia Romagna, dal Ministero della Cultura, dall’assessorato alla Cultura del Comune di Piacenza, la stagione unisce cultura e solidarietà, offrendo formule di abbonamento flessibili (Serale o Stagione) e agevolazioni per famiglie e studenti.
Calendario sintetico
Sabato 31 ottobre ore 21: “Il frigo” con Eva Robins - Compagnia Teatri di Vita
Domenica 22 novembre ore 16,30: “Winnie The Pooh. Ora abbiamo sei anni” - Casa del Teatro Ragazzi e Giovani
Venerdì 27 novembre ore 21: “Romeo e Giulietta. L’amore è saltimbanco” - Stivalaccio Teatro
Venerdì 4 dicembre ore 21: “Noi siamo il suolo, noi siamo la Terra” di e con Roberto Mercadini
Domenica 20 dicembre ore 16,30: “Che fine ha fatto Babbo Natale?” - Teatro del Cerchio di Parma
Venerdì 5 febbraio 2027 ore 21: “Il figlio migliore” - Compagnia Enrico Lombardi/Quinta Parete
Venerdì 26 febbraio 2027 ore 21: “La lettera” di e con Paolo Nani
Sabato 6 marzo 2027 ore 21: “Astor” - di Rodrigo di Miguel con Fernando Santiago
Sabato 13 marzo 2027 ore 21: “Batman non vola” - di e con Andrea Loreni
Calendario dettagliato
Sabato 31 ottobre ore 21: “Il frigo” con Eva Robins - Compagnia Teatri di Vita
opera di Copi - uno spettacolo di Andrea Adriatico
cura Saverio Peschechera, Giovanni Santecchia, Anas Arqawi
scene e costumi Andrea Cinelli con la consulenza di Maurizio Bovi
fotografia Raffaella Cavalieri
produzione Teatri di Vita
con il sostegno di Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Ministero della Cultura
Il frigo è uno dei testi teatrali più vorticosi di Copi, dove si ritrovano concentrati i suoi temi e le sue manie, a cominciare dai sessi indefiniti, sullo sfondo dell’incommensurabile solitudine di una donna chiusa in casa, che inganna fobie e angosce immaginando personaggi che la vengono a trovare più o meno assurdi e minacciosi. A incarnare la protagonista è Eva Robin’s. Ironica, affascinante, cinica: così si presenta in scena, con un monologo che sembra scritto appositamente per lei, in un vorticoso crescendo di parole e situazioni da fumetto tragicomico come in un trip lisergico. Nel Frigo c’è tutta la teatralità cinica e pungente del grande franco-argentino Copi, morto di Aids nel 1987, celebre per i fumetti della Donna Seduta e per la sua capacità di ridere con sprezzante ironia delle disgrazie e delle ingiustizie della commedia umana. Nel Frigo, su uno sfondo pop iperrealistico, si avvicendano sequenze strampalate, in una girandola caleidoscopica che ruota attorno all’improbabile apparizione di un frigo nel salotto di una ex indossatrice sul viale del tramonto. Che si confonde con altri personaggi generati da quest’incubo: una psicanalista svitata, una madre crudele, una serva irriverente, un editore megalomane, un… topo! Cosa aspettate? Nel Frigo spuntato nel salotto di Eva Robin’s c’è posto anche per voi. Tra un cane incontinente e un topo innamorato… Copi, ovvero Raúl Damonte Botana è stato un artista oltre i confini: confini geografici, attraversati per fuggire in Francia dall’Argentina peronista; di lingua, con una scrittura fra spagnolo e francese; di genere, con la creazione di personaggi oltre i sessi e le identità, in un universo transgender e folle: topi che parlano, transessuali che partoriscono, astronaute che esplodono, morti che si rialzano… La sua opera spazia dal teatro alla narrativa al fumetto, con la creazione della Donna seduta, personaggio iconico della rivista Linus. È morto a 48 anni, nel 1987, a causa dell’Aids.
Eva Robin’s
La più popolare attrice transessuale italiana, anche se si definisce più androgino che ermafrodito. L’unica che ha saputo imporsi, sempre e con successo, in qualsiasi campo artistico: moda, teatro, televisione e soprattutto cinema. Parla di sé come di una persona «aggressiva, timida, vivace, pragmatica, spavalda, introversa», ma in tre semplici parole potremo affermare che è unicamente ironica, affascinante e cinica. Con prudenza e parsimonia, dotata di un dolcissimo sorriso, pelle morbida e una voce suadente, ha saputo costruirsi un personaggio raffinato e senza la minima volgarità, facendo dell’ambiguità una delle ragioni del suo successo. Dai servizi fotografici per riviste erotiche al lavoro come modella, dalla cantante al mestiere di attrice. Il suo nome proviene da Eva Kant, personaggio del fumetto cult delle sorelle Giussani “Diabolik”, mentre il suo cognome è ispirato allo scrittore Harold Robbins, autore di “L’uomo che non sapeva amare”. È la Spagna, con José Antonio de la Loma, ad aprirle le porte del cinema, è il 1976 ed Eva recita in La Nueva Marylin, a cui seguiranno altre 5 pellicole spagnole. Per il primo ruolo tutto italiano dobbiamo aspettare l’horror Tenebre (1982) di Dario Argento, poi si dedicherà alla televisione a cominciare da “Lupo Solitario” (1987), programma televisivo con Susy Bladi, Patrizio Roversi, i gemelli Ruggeri e Vito (verranno a ruota “Matrioska” e “L’Araba Fenice”), per finire con “Valentina” telefilm in 19 episodi, andato in onda su Italia 1, con Demetra Hapmton (prima serie tv vietata ai minori di 14 anni). La televisione le regala la tanto aspirata notorietà e nel 1989 tiene testa a Tomas Milian, Nathalie Baye e Elliott Gould in Gioco al massacro di Damiano Damiani nel ruolo di Rosita. I primi anni Novanta sono quelli della consacrazione. Nel 1993, i critici teatrali titolano “È nata una stella” e la acclamano come una straordinaria attrice, dopo averla vista recitare sul palco il ruolo che fu della Magnani in “La voce umana” di Jean Cocteau per la regia di Andrea Adriatico. Non si fa attendere anche il seguente riconoscimento cinematografico, l’anno successivo, con Belle al bar di Alessandro Benvenuti (che poi la inserirà anche nel cast di I miei più cari amici, nel 1998) con l’indimenticabile ruolo di Giulia/Giulio, squillo transessuale, dalle parrucche viola e dai vestiti da vamp, assai richiesta che turba i sogni e la realtà di suo cugino Leo (Alessandro Benvenuti). Ancora un po’ di cinema con Luna e l’altra (1996) di Maurizio Nichetti e il thriller Cattive inclinazioni (2003) con una ritrovata Florinda Bolkan ed Elisabetta Cavallotti; non dimentica il piccolo schermo con la seconda serie de “Il bello delle donne” nel ruolo della transessuale Pola e con la trasmissione “Primadonna” di Gianni Boncompagni e nel 2005 torna anche a teatro diretta ancora una volta da Andrea Adriatico nel monologo dell’autore argentino Copi “Il Frigo”. Oggi, è da sempre impegnata nella cura e nella prevenzione dell’Aids e si dedica anche all’Italian Miss Alternative Show, pittoresco concorso di bellezza bolognese per bellezze ambigue, dacché è icona del mondo Glbt che la ricordano soprattutto per una sua massima detta anche la “Legge di Robin’s”: “Nel frattempo che aspetto l’uomo giusto, mi diverto con quelli sbagliati.
Biglietto 15€ Ridotto 10€
Domenica 22 novembre ore 16,30: “Winnie The Pooh. Ora abbiamo sei anni” - Casa del Teatro Ragazzi e Giovani
Uno spettacolo di Drogheria Rebelot Dall’opera di A. A. Milne
Con Miriam Costamagna e Andrea Lopez Nunes
Regia, drammaturgia e scene Enrica Carini
Sagome e figure Gabriele Genova - Musiche originali Paolo Codognola
Disegno luci Rossella Corna - Costumi Tania Fedeli
Dai 3 anni - Christopher Robin ha compiuto sei anni: deve iniziare la scuola elementare insieme alla sua migliore amica Anne, e teme che da quel momento non gli sarà più permesso fare la sua cosa preferita in assoluto: Niente. Fare Niente significa passeggiare, ascoltare tutte le cose che non si possono sentire, non preoccuparsi e passare così intere giornate nel Bosco dei Cento Acri tra la casa all’angolo di Winnie the Pooh, le avventure al Palo Nord, la Palude di I-o, le paure di Porcelletto, i consigli di Gufo e Coniglio, i giochi di Tigro, i pic-nic con Can e Guro, insomma significa camminare per miglia e miglia lungo i sentieri dell’infanzia. Fortunatamente però Cristopher scoprirà che Winnie the Pooh non lo dimenticherà mai e sarà sempre lì ad aspettarlo in cima alla foresta ogni volta che lui si ricorderà delle loro avventure al Bosco dei Cento Acri per raccontarle ad Annie.
Fondazione Trg
Presieduta da Chiara Pronzato e diretta da Emiliano Bronzino, è riconosciuta dal Ministero della Cultura quale Centro di Produzione Teatrale per l’Infanzia e la Gioventù. È un ente in controllo pubblico, partecipato dalla Regione Piemonte e dalla Città di Torino, che ha come principale scopo statutario quello di contribuire, in collaborazione con le istituzioni, enti e strutture di volta in volta interessate, alla crescita culturale delle giovani generazioni e al superamento del disagio giovanile attraverso la messa in opera di progetti culturali organici. (art. 2 dello Statuto) Inoltre, a livello nazionale, è uno dei Centri di Produzione Teatrale per l’Infanzia e la Gioventù riconosciuti dal Ministero della Cultura. La Fondazione Trg è un’eccellenza affermata in tutto il panorama nazionale e internazionale quale punto di riferimento per il teatro dedicato alle Nuove Generazioni. Collabora con le istituzioni italiane ed estere e con gli enti territoriali, operando progetti e iniziative di ospitalità con analoghe strutture e istituzioni nazionali ed estere, con particolare attenzione ai Paesi europei. Produce, coproduce e distribuisce spettacoli in Italia e all’estero. Dal 2006 gestisce la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, teatro della Città di Torino completamente accessibile, dove programma, ogni anno, la più importante stagione teatrale del Piemonte che conta spettacoli per le scuole, per le famiglie e per i giovani, ospitando in media 250 rappresentazioni e accogliendo più di 40mila spettatori. La Fondazione Trg cura importanti festival e rassegne nazionali e internazionali tra cui Giocateatro, festival di teatro per le Nuove Generazioni, giunto alla XXIX^ edizione e Giovani Sguardi, rassegna realizzata con e per gli adolescenti. Sempre di più la Fondazione Trg è diventata un terzo luogo che genera dispositivi di innovazione didattica. Dalla pandemia si è focalizzata sui linguaggi digitali attraverso la creazione di podcast e la realizzazione di percorsi formativi e anche in questo senso è riuscita a generare collaborazioni molto importanti come, ad esempio, la proficua partnership con Abbonamento Musei. Di fatto la Fondazione Trg risulta essere ad oggi uno strumento della Regione e della Città con competenze culturali, sociali ed educative. Organizza una significativa attività anche nel campo della Formazione, offrendo a bambini, ragazzi, giovani e adulti la possibilità di divenire protagonisti della scena.
Biglietto 10€ Ridotto 8€
Venerdì 27 novembre ore 21: “Romeo e Giulietta. L’amore è saltimbanco” - Stivalaccio Teatro
con (in ordine alfabetico) Anna De Franceschi / Veronica Franco
Michele Mori / Girolamo Salimbeni - Marco Zoppello / Giulio Pasquati
soggetto originale e regia Marco Zoppello - scenografia Alberto Nonnato - costumi
Antonia Munaretti - maschere Roberto Maria Macchi - duelli Giorgio Sgaravatto -
musiche originali Veronica Canale - foto Serena Pea - produzione Stivalaccio
Teatro/Teatro Stabile del Veneto
Girolamo Salimbeni e Giulio Pasquati, sopravvissuti all’inquisizione, ripiegano sul poco onorifico mestiere dei saltimbanco...ma finalmente giunge, inaspettata, l’occasione per riscattarsi. Recitare per Enrico III, futuro Re di Francia, nientemeno che la più grande e tragica storia d’amore di tutti i tempi: Romeo e Giulietta. Ed ecco comparire nel campiello Veronica Franco, “honorata cortigiana” della Repubblica, disposta a cimentarsi nell&39;improbabile parte dell’illibata giovinetta. Si assiste dunque ad “prova aperta”, dove la celeberrima storia del Bardo prende forma e si deforma nel mescolarsi di trame, di dialetti, canti, improvvisazioni, suoni, duelli e pantomime.
«Shakespeare diventa, per noi, materia viva nel quale immergere le mani, per portare sul palco, attraverso il Teatro Popolare, le grandi passioni dell’uomo».
Dicono di loro
«Teatro e metateatro, ricerca sui linguaggi e sui dialetti, Commedia dell’Arte (tanta), piena padronanza dei registri tragico e comico, in un gioco delle parti che sa abbattere la “quarta parete” e far diventare il pubblico parte integrante e integrata dello spettacolo», Mara Pedrabissi, La Gazzetta Di Parma
«Effervescenza e misura, improvvisazione e controllo, pizzichi di follia e tonnellate di competenza. Sono alcuni degli ingredienti con i quali Stivalaccio Teatro ha creato lo spettacolo Romeo e Giulietta», Alessandra Agosti, Il Giornale di Vicenza
Biglietto 15€ Ridotto 10€
Venerdì 4 dicembre ore 21: “Noi siamo il suolo, noi siamo la Terra” di e con Roberto Mercadini
Monologo per una cittadinanza Planetaria
Di e con Roberto Mercadini
Sapevate che i pipistrelli, ogni anno, danno un contributo all’economia degli U.S.A. paragonabile al fatturato della Microsoft? E che il deserto del Sahara fertilizza la foresta Amazzonica? Cosa hanno in comune gli astronauti della Nasa e gli antichi asceti indù? Paradossi, personaggi stralunati, storie comiche e spiazzanti. Un monologo in apparenza visionario, ma basato su dati rigorosamente scientifici: per riflettere sul legame strettissimo fra ecologia ed economia, su cosa sia un ecosistema, su come ecosistemi apparentemente lontani interagiscano fra loro. Perché forse le cose che sembrano più lontane, in realtà, si toccano. E ciò che è più urgente si può dire e capire ridendo. Spettacolo promosso da Banca Popolare Etica
Robero Mercadini
«Racconto storie (che contengono storie (che contengono altre storie)). A volte sopra un palcoscenico. A volte in video. A volte dentro un libro». Roberto Mercadini (Cesena, 1978), narratore, autore-attore, scrittore, poeta e divulgatore, con oltre 100 date all’anno si esibisce in tutta Italia con i suoi monologhi che spaziano dalla Bibbia ebraica all’origine della filosofia, dall’evoluzionismo alla felicità, dai grandi interpreti della letteratura ai temi sociali (bullismo, ambiente ed ecologia). Nel 2018 esce ‘Storia perfetta dell’errore’ edito da Rizzoli, il suo primo romanzo. Nel 2019 il Teatro Stabile d’Abruzzo (con direzione artistica di Simone Cristicchi) produce il suo spettacolo teatrale “Vita di Leonardo” con la regia di Alessandro Maggi e testi dello stesso Mercadini. Nel 2020 esce, sempre per Rizzoli, “Bomba atomica”, eletto come il Miglior Libro del 2020 dal concorso indetto da Robinson (inserto culturale di La Repubblica) con giuria composta da lettori “forti” di tutta Italia. Nel 2022 esce il libro “L’Ingegno e le tenebre: Leonardo e Michelangelo. Due geni rivali nel cuore oscuro del Rinascimento”, sempre edito da Rizzoli. Nel 2023 esce invece “La donna che rise di Dio e altre storie della Bibbia”, sempre per Rizzoli editore. Da gennaio 2023 è ospite della trasmissione “Splendida cornice”condotta da Geppi Cucciari in onda su Rai 3 in prima serata in qualità di “divulgatore”. Attivo in rete, ha un canale canale YouTube seguito da oltre 175mila followers e un canale Instagram da oltre 55mila.
Biglietto 15€ Ridotto 10€
Domenica 20 dicembre ore 16,30: “Che fine ha fatto Babbo Natale?” - Teatro del Cerchio di Parma
di Mario Mascitelli, con Mario Aroldi e Martina Manzini
Un altro Natale si avvicina e si torna a parlare di chi? Ma di lui ovviamente, di Babbo Natale che prreso dagli ultimi preparativi starà completando i pacchi regalo con l’aiuto dei suoi amici elfi e in particolare di Alabastro Palladineve che coordina tutti gli altri elfi per la costruzione dei giocattoli, la pulizie delle renne, gli addobbi della slitta ecc… Ma un giorno la sedia di Babbo Natale viene ritrovata vuota e di lui non vi è traccia. Gli elfi lo cercano dappertutto ma non ne trovano nemmeno le tracce quando Alabastro decide di chiamare Jones l’investigatore del tempo che con i suoi strani marchingegni risolverà il mistero. Un modo per far conoscere le tradizioni (anche quelle pagane antecedenti Santa Claus), il valore del dono, della cooperazione, della felicità e di come far spuntare un sorriso almeno un giorno all’anno.
Teatro Del Cerchio
Nato a Parma oltre vent’anni fa (originariamente con un percorso iniziato come Micronomicon e poi evolutosi) condotta dall’attore e regista Mario Mascitelli, è un punto di riferimento per il teatro ragazzi e la prosa, con stagioni dedicate alle famiglie, spettacoli serali, rassegne estive e produzioni originali. Ospita la Piccola Scuola del Teatro del Cerchio, che propone corsi di recitazione per bambini, adolescenti e adulti, oltre a seminari intensivi. Gestisce e collabora anche con altre programmazioni artistiche nei teatri della provincia di Parma.
Biglietto 10€ Ridotto 8€
Venerdì 5 febbraio ore 21: “Il figlio migliore” - Compagnia Enrico Lombardi/Quinta Parete
Scritto e diretto da Enrico Lombardi
Regista assistente Alessandra Crotti
con Matteo Carnevali e Andrea Poggi
Coproduzione Pilar Ternera/Nuovo Teatro Delle Commedie
La data è realizzata grazie al sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Piacenza ed al contributo di “Amada” azienda leader nel settore delle macchine per la lavorazione della lamiera
Il figlio migliore è uno spettacolo che vede in scena un attore normodotato e un ragazzo quasi ventenne con disabilità. Sono un padre e un figlio che convivono in un’apparente “normalissima” quotidianità. Ma come in tutte le famiglie le cose semplici possono trasformarsi in sfide complesse e quasi nulla si conclude con un esito prevedibile dando allo spettacolo un taglio quasi clowneristico. Il figlio migliore racconta del rapporto tra genitore-figlio: la differenza tra i due attori diventa metafora della difficoltà relazionale tra due generazioni a confronto. Un teatro fatto di azioni, parole divertenti e ironiche che con profondità affrontano temi legati alle grandi paure di un percorso di crescita, come l’incondizionato e a volte dolorosissimo affetto che lega padre e figlio, la difficoltà di farsi ascoltare, il timore della perdita, la diversità, l’indipendenza, la trasmissione dei valori, le aspettative. Tutto ciò viene reso più potente ed incisivo grazie alla presenza di Andrea, un ragazzo con disabilità, che interpreta il figlio. La presenza di un attore con disabilità porta in scena grande autenticità. La disabilità non è il fulcro della storia, ma diventa un mezzo che permette di amplificare tutte le emozioni raccontate e mette l’attore professionista in una condizione di costante allerta e profondo ascolto portando lo spettatore ad osservare uno spaccato di vita di una relazione molto intima tra i due attori che restituisce la sensazione di essere di fronte a qualcosa di vero e non recitato. Il linguaggio utilizzato è quello del teatro contemporaneo, dalla struttura scenica alle parole. Per portare lo spettatore in una dimensione più onirica all’inizio e alla fine dello spettacolo sono presenti riferimenti a due testi classici che indagano la relazione padre - figlio: la pièce si apre con la morte di Giulio Cesare per mano del figlio adottivo Bruto e si chiude con il racconto della vicenda di Amleto e suo padre. Il titolo “Il figlio migliore” è da interpretare alla luce del contesto della “società della performance”: è legato alla costante richiesta da parte della società di essere sempre il migliore e alla pressione che ne deriva, ma è collegato anche al tentativo di ogni genitore e di ogni figlio di fare del proprio meglio per essere il miglior genitore o figlio possibile. Il figlio migliore parla a tutti e di tutti, anche a chi non vive a contatto con la disabilità e chi non è genitore. Lo spettatore si trova faccia a faccia con alcune delle fragilità e preoccupazioni socialmente condivise ed è obbligato ad affrontarle. Che eredità lasciamo ai nostri figli e alle future generazioni? E allo stesso tempo, cosa decidiamo di fare con questa eredità? La produzione nasce all’interno del progetto “Teatro d’integrazione”: un percorso di inclusione che ha come obiettivo l’inserimento lavorativo in ambito artistico di giovani adulti disabili e allo stesso tempo sensibilizzare.
Quinta Parete
Quinta Parete è un’associazione di promozione sociale nata nel 2006 fondata da Enrico Lombardi che da sempre porta avanti l’idea del teatro come strumento di cambiamento personale, sociale e civile operando su tre fronti: produzione, programmazione, formazione. Nel 2016 nasce la Compagnia Enrico Lombardi/Quinta Parete un gruppo di lavoro versatile dove lo stesso Lombardi collabora con drammaturghi, registi e attori per la produzione di spettacoli che, attraverso drammaturgie originali, indagano su tematiche legate alla società contemporanea con un linguaggio incisivo e diretto capace di parlare ad ogni tipo di pubblico.
Biglietto 15€ Ridotto 10€
Venerdì 26 febbraio ore 21: “La lettera” di e con Paolo Nani
La Lettera è forse lo spettacolo danese più conosciuto a livello internazionale. Dal suo debutto nel 1992, questo spettacolo è stato presentato nei quattro angoli del mondo. Lo hanno visto in Groenlandia e in Cina, in Spagna, Norvegia, Finlandia, Italia, Brasile e Giappone... più di 1600 repliche in 44 Paesi, fin ora. Si tratta dello spettacolo più conosciuto di Paolo Nani. Già riconosciuto come un classico, che continua ad attrarre spettatori di tutte le età. Solo sul palcoscenico, con pochi oggetti che possono stare tutti in una valigia, Paolo Nani da vita a 15 scene, variazioni di un unico tema, ma mostrate in 15 diverse varianti. La stessa storia è rappresentata all’indietro, con sorprese, in maniera volgare, senza mani, come in un film western, in un horror, in modalità circense,ecc... e tutto questo senza dire una singola parola. “La lettera” è uno studio brillante sullo stile, sull’inventiva e sul ritmo scenico. È ricco di dettagli e gags dall’inizio alla fine e non concede riposo ai muscoli della risata.
Dicono di lui
“There are shows that are born, live and die. Others that are born, flourish and
consolidate their position, and gradually embellish themselves from year to year, from presentation to presentation. This is the case of The Letter, which Paolo Nani has been presenting around the
world for more than thirty years”
klpteatro.it – Krapp’s Last Post, Feb. 2014
“A distillation of mastery, theatrical wisdom, technique and inventiveness. And
for once the term CULT is appropriate …“
La Repubblica – Milan – December 2012
“A perfect miracle of precision and talent – in world tour since 1992 – is a kind of encyclopedia of comedy.”
Live Milano – Milan – November 2012
“Hallmarks of a cult show, no doubt.”
Irish Times – Ireland – July 2007
“So simple, so ingenious.”
Porsgrunns Dagblad – Norway – 2004
“… the stomach hurts, after 80 minutes of ceaseless laughter.”
Dv – Reykjavik – June 2000
“…one of the hits of last year’s London International Mime Festival”
Evening Standard – London – January 2000
“Paolo Nani is a virtuoso”
Frankfurter Rundschau – Frankfurt – 1995
“Simplicity often bear the hallmark of genius”
Svenska Dagbladet – Stockholm – 1999
“Paolo Nani, a master of textless theatre.”
Abc – Madrid – 1997
Biglietto 15€ Ridotto 10€
Sabato 6 marzo 2027 ore 21: “Astor” - di Rodrigo di Miguel con Fernando Santiago
regia di Viviana Rouiz
Colonna Sonora di Miguel Larobina - Disegnao Grafico Patricio Moleòn – Fotografia Gustavo Pirola - Object Creator Héctor Martiarena - traduttore Samuele Barbetta
Un uomo nostalgico che vive a New York. Un gabbiano sorvola il fiume Hudson. Dalla sua residenza, un appartamento di Brooklyn, il musicista cerca capricciosamente di evitare le difficoltà della lontananza: i richiami a Buenos Aires, svegliano sentimenti sconvolgenti nella sua opera. L’ossessione artistica si manifesta nella paura di ripetere la sua opera precedente. Lo perseguita l’idea di non poter essere, per una volta ancora, originale. Nervi a pezzi, disperazione, e una ricerca di pace che riuscirà a raggiungere solo dopo aver trovato la seguente nota musicale. in un viaggio a Buenos Aires, una storia d’amore irrompe nella sua vita. Improvvisamente deve prendere una decisione fondamentale, inietta ricredersi su un mito lineetta uccidere il figlio. Occultare la storia, ossessionarsi con la composizione e nascondere i propri sentimenti a se stesso, saranno l’ombra costante che lo seguirà nella vita e nelle composizioni.
Rodrigo de Miguel è nato nel 1989. A studiato Scrittura con Alberto Lause e Luis Sagasti. Nel 2015 ottenne una borsa di studio alla Agenzia National dei promotion scientifica e tecnologica per svolgere un dottorato di linguistica. Nel 2018 ha scritto Astor.
Fernando Santiago è attore regista teatrale. Ha iniziato i suoi studi con Coral e dardo Aguirre in “Teatro para hombre” nella città di Bahia Blanca. Ampliato la sua formazione con i seguenti maestri: Ruben Szchumacher, Ricardo Bartìs, César Brie, Adriana Barestein, Lorenzo Quinteros e Eduardo Gondell, tra i principali. Ha partecipato a 25 opere teatrali in sei delle quali è stato selezionato per un concorso tra attori per fare parte del cast della commedia comunale di Bahia Blanca e della commedia della provincia di Buenos Aires. Ha partecipato a 27 festival, regionali, nazionali e internazionali. Collabora attualmente con l’associazione zattera Teatro di Varese con progetti di interscambio culturale tra Argentina e Italia.
Viviana Ruiz è attrice, docente e regista teatrale. Dal 1997 sino ad oggi fonda e dirige il teatro “El settimo Fuego” nella città di Mar del Plata. Durante la sua carriera ha messo ininterrottamente in scena più di 36 spettacoli. Durante questi anni ha meritato 40 nomine ai premi “Estrella De Mar”.
Ricordiamo alcuni dei premi acquisiti in ambito locale, regionale e nazionale: 18 statuette, due menzioni speciali, Premio “Jose Maria Wilkins” (2009) e (2014), Premio “Alfonsina” (2012), Premio “Teatro del mondo” (2010, 2015, 2016, 2017) rilasciato dalla Uba, e premio “Argentores” (2019) per il suo lavoro e percorso.
Biglietto 15€ Ridotto 10€
Sabato 13 marzo ore 21: “Batman non vola” - di e con Andrea Loreni
«Nasco come artista di strada, mi laureo in filosofia teoretica, divento funambolo, mi chiamano su importanti palchi per parlare e condividere la mia esperienza, scrivo due libri, pratico lo zen e la paternità come forme quotidiane di crescita personale, suono male l’ukulele e lancio i coltelli. Potrei scrivere una biografia che racchiuda tutto questo, preferisco farne uno spettacolo».
43% talk, 26% teatro, 20% interazione attiva con il pubblico, 1% psicoanalisi di gruppo, un cocktail teatrale che mischia il linguaggio del circo, il teatro di strada e lo storytelling.
“Batman non vola” è Il racconto del cammino esistenziale del funambolo Andrea Loreni, uno dei pochi funamboli al mondo capace di compiere imprese come quella che lo ha visto camminare tra i grattacieli di Milano a 190 metri di altezza. Dal suo primo incontro con il vuoto, da bambino sul terrazzo di sua nonna, alle domande sull’esistenza, la cui risposta può trovarsi nell’autenticità di un passo, attraverso i vari costumi che ha indossato in scena e nella vita per scoprire che la libertà ci aspetta nell’interstizio tra maschera e volto.
Andrea Loreni
L’uomo che cammina col vento. Nato nel 1975 a Torino, laureato in filosofia teoretica, Andrea Loreni è l’unico funambolo italiano specializzato in traversate a grandi altezze. Nel 1997 inizia a fare teatro di strada, mosso dalla necessità di incontrare un tipo di verità altra da quella logica e speculativa proposta del pensiero filosofico occidentale. Dal 2006 si dedica alle camminate su cavo a grandi altezze e grazie al cavo alto ha avuto modo di sperimentare quel tipo di verità. L’intuizione dell’assoluto avuta sui cavi alti lo ha avvicinato alla pratica della meditazione Zen che ha approfondito al monastero Sogen-Ji a Okayama in Giappone, sotto la guida di Shodo Harada Roshi. Nel suo percorso di ricerca, Andrea unisce lo Zen e il funambolismo, quali strade privilegiate di acceso all’autenticità artistica ed esistenziale. Andrea ha camminato sopra l’acqua o immerso nel verde delle montagne, per il cinema e la televisione, in piano e in pendenza, in silenzio o accompagnato da suoni che hanno vibrato insieme alla corda. Ha percorso chilometri su un cavo teso nei cieli di numerose città italiane, tra cui Torino, Bologna, Roma, Venezia, Firenze, Genova, Brescia, Trieste, e all’estero camminando nei cieli della Svizzera, della Serbia, in Israele, in Thailandia e sopra il lago del tempio Sogen-ji in Giappone. Dopo anni di camminate sul cavo e meditazione si è fatta forte in Andrea la spinta a condividere esperienze e riflessioni. Formatore e speaker per Università, banche, multinazionali e aziende, Andrea propone laboratori teorici ed esperienziali sulla gestione del disequilibrio e del cambiamento, sull’accoglienza della paura e del rischio. Negli ultimi anni grazie alla collaborazione con Giulia Schiavone, PhD at the Department of Human Sciences for Education “Riccardo Massa” dell’Università di Milano-Bicocca, il funambolo Andrea Loreni ha avuto modo di approfondire la ricerca sugli aspetti più trasversali del funambolismo, studiare il suo valore come strumento non solamente performativo ma anche trasformativo, utilizzabile come percorso di crescita e trasformazione personale. Un aspetto già studiato dal Centre Européen de Funambulisme di Bruxelles, con il quale ha recentemente iniziato una collaborazione. Insieme a Giulia Schiavone, Andrea sta lavorando per dare vita anche in Italia a un centro di ricerca sul funambolismo in collaborazione con l’Università Milano Bicocca. Andrea Loreni è autore di “Zen e funambolismo” (2019, Funambolo edizioni) e “Breve corso di funambolismo per chi cammina col vento. Sette passi per attraversare la vita” (2020, Mondadori).
Biglietto 15€ Ridotto 10€
Abbonamenti
Serale intero - 6 spettacoli serali - Intero: 80€
Stagione intero - 6 spettacoli serali + 2 domenicali - 90€
Sconto famiglia (2 genitori/trici + 1 figlia/o o Più) - anche gli adulti pagano il Biglietto
Ridotto
(Biglietto Ridotto per: Under 12, agli Over 65, agli Studenti Universitari, agli Allievi Scuola di Teatro nManicomics)
Info e prenotazioni al whatsapp 3331741885
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