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Elio torna in tour con “La rivalutazione della tristezza”: spettacolo anche a Pescara
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Elio torna in tour con “La rivalutazione della tristezza”: spettacolo anche a Pescara

sabato 13 febbraio 2027, 21:00

Ora locale (Rome)

Teatro Massimo · Indicazioni

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Si esibirà anche a Pescara il prossimo 13 febbraio. Parliamo di Elio e del suo nuovo tour “La rivalutazione della tristezza”, progetto live che mette al centro un sentimento spesso considerato "scomodo, da nascondere o scacciare", ma che ha attraversato secoli di arte, letteratura e musica.

Con il consueto piglio ironico al limite del non sense, accompagnato dalla band guidata da Alberto Tafuri (pianoforte e direzione musicale), con Sophia Tomelleri al sax tenore e flauto, Giulio Molteni al basso e Martino Malacrida alla batteria, Elio porta in scena un viaggio musicale che attraversa generi e atmosfere diverse, mescolando Luigi Tenco, Domenico Modugno, Fabrizio De André, Charles Aznavour, James Taylor, Brecht/Weill, Nino Rota e persino il repertorio degli Elio e le Storie Tese.

"Mi è sembrato che il pubblico cercasse solo l’allegria, soprattutto dopo il Covid", spiega Elio. "Dove si può ridere arriva tantissima gente. Allora ho pensato: perché non fare qualcosa di molto triste?". Per il leader degli Elii è anche una "questione di quote di mercato", dice ridendo. Poi più serio, aggiunge: "La tristezza dà vita a canzoni bellissime che non avevo mai avuto la possibilità di cantare, perché ho sempre fatto ridere. Era giunta l’ora di restituire dignità a questo sentimento, che spesso viene maltrattato".

Lo spettacolo, racconta, non è un semplice concerto: "È un esperimento scientifico. Ogni sera cercheremo di battere il record mondiale di tristezza, servendoci di canzoni sempre più tristi. Partiamo da uno stato neutro, poi un po’ triste, poi sempre più triste, fino a una tristezza mille. Quando lo raggiungiamo, dobbiamo tornare velocemente allo zero iniziale con gli antidoti: Carosone e Rossini, scientificamente i più efficaci". Il pubblico, assicura, "esce arricchito spiritualmente e riportato allo stato neutro. Non c’è nessun rischio: possono assistere tutti".

Ad aiutare Elio nell'esperimento, un “tristometro” che misura la quantità di tristezza generata in sala: "Esiste un modo per misurarla, ma non lo anticipo. È tutto scientifico, anche la scelta dei brani: partiamo da un pezzo neutro e arriviamo alla triade dei cantautori più tristi, Aznavour, Tenco e De André, per poi chiudere con una bomba di tristezza che non posso rivelare".

Il maestro Tafuri ha avuto un ruolo centrale nella costruzione musicale: "Siamo amici da trent’anni. Ha una cultura infinita, ha lavorato con artisti molto più importanti di me. Nei lunghi viaggi insieme abbiamo parlato di musica e siamo arrivati alla conclusione che era giunta l’ora di cantare canzoni molto tristi", racconta, aggiungendo di aver "rivalutato, anzi valutato solo di recente, la tristezza di alcuni brani di Giorgio Gaber".

Il motore creativo del nuovo progetto, spiega Elio, è stata la noia: "Io mi annoio molto presto. È dalla noia che nasce tutto quello che ho fatto nella mia vita. La tristezza è diversa: è un sentimento molto forte, coinvolge tutti. Quando arriva quella vera, alcuni si abbandonano, alcuni piangono".

E sulla società che esibisce solo gioia e perfezione: "Oggi sembra che bisogna essere sempre allegri. Quando eravamo piccoli la tristezza era esibita continuamente, senza scopo. Oggi invece sembra quasi una cosa di cui vergognarsi, oppure diventa televisiva, finta, per fare audience. Qui invece c’è un altro obiettivo: battere il record. È una tristezza bella, raffinata, di qualità", dice con il ghigno ironico che lo accompagna sempre.

Il tour 'La rivalutazione della tristezza' partirà il 21 ottobre 2026 da Alessandria, per poi toccare Lecce (19 dicembre), Firenze (28 gennaio), Torino (4 febbraio), Bologna (10 febbraio), Pescara (13 febbraio), Varese (20 febbraio), Genova (9 marzo), Milano (22-23 marzo), Cremona (16 aprile) e Parma (14 dicembre).

"Lo spettacolo nasce dalla mia voglia di cantare certe cose", conclude Elio. "Come sempre. Io cerco di convincere il pubblico che quello che canto è molto bello. E qui canto canzoni tristissime che non avevo mai avuto la possibilità di portare sul palco". Poi conclude: "Ho già detto troppo".

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