
La calata 2026: il 7 novembre a Milano
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Sabato 7 novembre 2026 La Calata torna a Milano e contemporaneamente a Napoli e a Roma:
"Spettatrici e spettatori di ogni età, nello stesso giorno, incontrano spettacoli, mostre e concerti. Per vivere e raccontare atmosfere, pubblici e spazi dell’offerta culturale delle città."
La Calata è un invito per spettatrici e spettatori di ogni età a “calare” il loro sguardo sull’offerta culturale delle città in una giornata di volta in volta presa a campione, e a inserire la propria esperienza all’interno di un racconto collettivo. La Calata è un esperimento conoscitivo sul mondo del teatro, in primis, e delle altre proposte artistiche e culturali, attraverso gli occhi dello spettatore. La Calata, promuove la costruzione di una comunità che si educa all’incontro con il teatro e con l’arte svincolando per un giorno l’esperienza estetica dalle scelte personali, e quindi dai gusti, dalle abitudini, dai pre-giudizi.
La partecipazione è gratuita ma come sempre è la curiosità che guida: un sorteggio, infatti, abbinerà gli spettatori - almeno due - tra di loro e con gli spettacoli. Per un giorno liberi da abitudini, gusti e pregiudizi ma animati da voglia di scoperta e di incontro.
Scadenza iscrizioni 21 ottobre 2026
scrivere a [email protected] per partecipare a Milano
indicando nome, cognome, numero di telefono, età, professione e città di provenienza.
oppure a [email protected] per partecipare a Roma o [email protected] per partecipare a Napoli
La Calata ha diverse anime: è un’iniziativa di promozione della rete teatrale cittadina, una ricerca empirica sul pubblico del teatro in Italia, è un’indagine sull’offerta culturale delle città
e intende essere un progetto di valorizzazione turistica e culturale delle città.
Il teatro e la città. La Calata consente di incontrare una città attraverso il teatro, non in un teatro. Il teatro e la città, quindi: in quanto fenomeni umani e collettivi hanno in comune la materialità dei corpi e degli spazi e l’immaterialità delle relazioni e della narrazione, e ne condividono la dimensione sociale.
Cosa si fa quando ci si “cala”? Si condividono esperienze e fruizioni culturali: spettacoli, concerti o mostre, per vivere e raccontare la “vita” culturale della città. Si incontrano persone, spazi e proposte artistiche e si restituisce l’esperienza attraverso un breve testo e alcune immagini. Spettatrici e spettatori vestono per un giorno i panni del reporter, guidati dalla curiosità e dal caso.
Come? La partecipazione è sempre gratuita. Obbligatoria è la curiosità e la volontà di vivere una giornata caratterizzata dalla scoperta e dall’incontro: con l’arte e con l’altro. La Calata, infatti, non è un modo per andare a teatro, visitare una mostra o assistere a un concerto gratuitamente: è un progetto di costruzione di una comunità di spettatrici e spettatori capaci di mettersi in gioco, di aprirsi alla scoperta di nuovi incontri e di nuovi interessi.
Il sorteggio. L’estrazione a sorte della destinazione, del tipo di spettacolo e del compagno o della compagna di Calata sono, infatti, gli elementi essenziali del progetto. Il sorteggio potrebbe portare in un quartiere che non si conosce o che si frequenta poco, far incontrare persone nuove, far essere spettatori di spettacoli che normalmente non si sceglierebbero, in teatri o spazi culturali che normalmente non si frequentano. Oppure offrire la possibilità di avere un nuovo sguardo sulla città.
Perché? L’obiettivo è costruire un racconto a più voci per restituire una modalità di fruizione della cultura e delle città che viva, almeno per un giorno, al di fuori dei meccanismi del marketing, libera dalla logica della valutazione o del gusto, capace di andare oltre abitudini e pre-giudizi; come risposta a un bisogno, culturale e sociale, prima che come occasione di consumo.
Il gruppo WhatsApp. Per l’intera durata di ciascuna edizione viene attivato un gruppo WhatsApp per accompagnare l’esperienza fin dal mattino, per scambiarsi informazioni, curiosità, suggerimenti e prime impressioni sull’esperienza in corso. Un grande foyer virtuale di quell’unico grande teatro che La Calata crea in città.
I racconti. Raccontare La Calata non significa scrivere una recensione ma cercare di trasmettere l’atmosfera e il senso di una giornata dedicata al rapporto con la città, mediata dall’incontro con altri e dalla condivisione di esperienze e fruizioni artistiche e culturali diverse.
L’evento ideato da Casa dello Spettatore e realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura è patrocinato quest'anno dall’Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria in collaborazione con la XI Commissione Capitolina Permanente – Scuola di Roma Capitale e dal Comune di Napoli.
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