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Anghingò, il gioco diventa danza al Teatro Villa Lazzaroni

sabato 7 novembre 2026, 19:00Ora locale (Rome)
Teatro di Villa LazzaroniIndicazioni
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Anghingò, il gioco diventa danza debutta al Teatro Villa Lazzaroni, con la Compagnia Atacama, il 7 e 8 novembre. Il lavoro di Patrizia Cavola e Ivan Truol recupera giochi di strada, conte e filastrocche dell’infanzia per interrogare le trasformazioni delle relazioni tra le nuove generazioni nell’era dei dispositivi digitali.

Che cosa resta del gioco quando viene meno l’incontro con l’altro? In un’infanzia sempre più segnata dalla presenza dei dispositivi digitali, Anghingò riporta al centro il corpo, la voce e la dimensione collettiva del giocare. La creazione di Patrizia Cavola e Ivan Truol, direttori artistici di Compagnia Atacama, debutta il 7 e 8 novembre 2026 al Teatro Villa Lazzaroni di Roma. Ispirato al libro Amblimblè – Rime e riti dei giochi di strada di Piero Dorfles, lo spettacolo trasforma giochi di strada, conte e filastrocche in una partitura coreografica che riflette sui cambiamenti nelle modalità di relazione e condivisione tra le nuove generazioni.

Il progetto guarda a un tempo in cui la strada era uno spazio di incontro e il gioco un’esperienza condivisa, fatta di regole da concordare, rispettare e talvolta mettere alla prova. Le conte scandivano l’inizio delle partite, le filastrocche accompagnavano i movimenti e il gruppo diventava il luogo in cui imparare a confrontarsi con gli altri. È questo patrimonio di gesti, suoni e consuetudini a diventare materia coreografica, in una creazione che recupera la memoria dei giochi tradizionali per interrogarne il valore nel presente.

Il lavoro, con Isabella Campiglia, Francesco Vitale Farris, Iris Morello, Nunzia Prisco, Henry Tanzini, si confronta con le trasformazioni dell’infanzia e con le conseguenze che il progressivo spostamento delle esperienze di gioco verso gli ambienti digitali può avere sulla crescita individuale e collettiva. Senza contrapporre semplicemente passato e presente, Anghingò mette in evidenza il valore dell’incontro fisico, della condivisione e dell’apprendimento attraverso il corpo. Gioco, regole, rito, ironia e ritmo attraversano la composizione, in cui corpo e voce danzano insieme. Suoni, parole, conte e filastrocche diventano elementi di una partitura che intreccia movimento e oralità, restituendo al gioco la sua capacità di creare relazioni e costruire un’esperienza comune. Per maggiori informazioni scrivere a [email protected]
Il programma potrebbe subire variazioni

Il 07/11/2026 alle 19:00
Il 08/11/2026 alle 17:30

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