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Unexpected Itineraries of Rome - Itinerario Parco dei Martiri di Forte Bravetta

sabato 7 novembre 2026Orario di inizio non comunicato
Parco dei Martiri di Forte BravettaIndicazioni
FreeBiglietti venduti da 060608.comune.roma.it

Caratteristiche dell'itinerario Parco dei Martiri di Forte Bravetta
L’itinerario è semplice, si percorre a piedi ed è lungo circa 1,0 Km. Raggiungibile con i mezzi pubblici.
Si tratta di un Parco inserito nella più vasta area della Riserva naturale della Valle dei Casali. Il percorso si snoda ad anello intorno al Forte Bravetta costeggiando il vecchio fossato difensivo. È un luogo da vivere e scoprire, dove la memoria si intreccia con la natura, offrendo ai visitatori momenti di riflessione lontano dai rumori della Città.

Sul percorso si trovano testimonianze:
·Storiche che attraversano gli ultimi due secoli della storia della città (dalla costruzione della cinta difensiva di Roma nel XIX secolo, al periodo bellico della 2° Guerra mondiale) con particolate rilevanza alle vicende legate alla resistenza antifascista della città;
·Botaniche con un consistente patrimonio arboreo, in pieno centro abitato, che migliora il vissuto quotidiano.

PUNTI DI INTERESSE STORICO
Il Forte
Realizzato tra il 1877 e il 1883 su un’area di circa undici ettari, oggi all’interno della Riserva Naturale Valle dei Casali, tra la via Aurelia e la via Portuense, Forte Bravetta è uno dei 15 fortini costruiti in quella che un tempo era la prima fascia periferica di Roma. Progettato come postazione d’artiglieria in difesa della Capitale, venne successivamente trasformato in caserma e deposito militare. Utilizzato durante il regime fascista come luogo di esecuzione delle sentenze di morte, il Forte è tristemente famoso perché, con l’occupazione militare tedesca della città (1943-1944), qui furono giustiziati numerosi partigiani e militari. Per questo motivo, il luogo divenne un simbolo della resistenza romana e dei valori della difesa della libertà. Nel dopoguerra e fino ad alcuni anni fa, Forte Bravetta fu adibito a deposito di munizioni. Dismesso dall’Esercito, è passato alle competenze del Demanio Pubblico e dal 2009 è di proprietà del Comune di Roma che ha destinato questo luogo alla memoria collettiva. L’area è stata riaperta al pubblico nel 2011 come Parco dei Martiri.
Il Forte come simbolo dell’antifascismo e della Resistenza Romana
Per i drammatici avvenimenti che hanno segnato la sua storia, Forte Bravetta è uno dei luoghi simbolo della Resistenza romana. Dopo la reintroduzione della pena di morte da parte del regime fascista, dal 1932 al 1945, Forte Bravetta fu luogo di esecuzione. Durante i nove mesi della resistenza di Roma, gli occupanti, comando nazista e autorità fasciste, condannarono alla fucilazione partigiani, oppositori e antifascisti.
Il Forte è dedicato alla memoria di coloro che vi furono fucilati perché schierati dalla parte della libertà contro la dittatura fascista e l’occupazione tedesca (11 settembre 1943 – 3 giugno 1944).
Alla memoria di questi caduti, nel 1967, per il 23esimo anniversario della Liberazione, è stato dedicato un monumento nel Parco di Forte Bravetta.
Forte Bravetta è così divenuto un luogo della Memoria della città di Roma accanto ad altri simboli della resistenza all’occupazione tedesca.
La Costituzione della nuova Repubblica Italiana, varata nel 1948, abolisce la pena di morte che però resta in vigore per i Tribunali militari in caso di conflitto armato. Nell’ottobre 1994 il Parlamento italiano ha eliminato il ricorso alla pena di morte anche in caso di guerra.
La lapide in memora dei martiri
All’ingresso del Parco troviamo la Lapide commemorativa dei Martiri che in questo luogo furono fucilati. Il monumento ricorda i nomi di 77 patrioti, sei dei quali fucilati il 3 giugno 1944, a poche ore dall’arrivo degli Alleati.
Il 16 luglio 2018 la Presidenza della Repubblica, nel conferire la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla città di Roma, cita il Forte Bravetta tra i luoghi più significativi della lotta di Liberazione.
La Piazza d’armi
La Piazza d’armi di Forte Bravetta: un luogo di riflessione sulla storia e sulla memoria; Rappresenta ancora oggi, a distanza di tempo, un luogo carico di storia, un simbolo di memoria e riflessione. Nata come fulcro dell’attività militare del forte, la Piazza d’armi era il luogo dove si svolgevano addestramenti, parate e cerimonie. Il suo ampio spazio, delimitato dagli alti bastioni, era testimone di una vita quotidiana scandita dalla disciplina e dall’organizzazione della vita militare. Durante il periodo fascista e la Seconda Guerra Mondiale, la Piazza d’armi venne utilizzata come luogo di esecuzione per le sentenze capitali, trasformatasi in un teatro di sofferenza e morte. Oggi, la Piazza d’armi, insieme all’intero Forte, è parte integrante del Parco dei Martiri di Forte Bravetta. La piazza sterrata, i canali di raccolta delle acque e i profili dei bastioni sono rimasti pressoché inalterati, offrendo ai visitatori un’atmosfera unica e suggestiva. Passeggiando sulla Piazza d’armi, si ha la sensazione di compiere un viaggio nel tempo: ogni sasso, ogni traccia sembra raccontare una storia, un frammento di passato che non può essere dimenticato. Oggi, il luogo conserva un’atmosfera particolare, un mix di fascino storico e serenità grazie al verde che lo circonda.
La fucilazione dei condannati
Le esecuzioni nella Piazza d’Armi, dal 1932 al 1943, avvenivano seguendo precise procedure. I condannati trascorrevano l’ultima notte nel carcere romano di Regina Coeli per poi essere trasferiti alle prime luci del mattino a Forte Bravetta. Gli agenti sistemavano le sedie fissandole al terreno con i paletti, bendavano i condannati e li legavano alle sedie con le spalle rivolte verso il Plotone; infine l’ufficiale leggeva la sentenza e ordinava il fuoco. Dopo l’accertamento del decesso da parte del medico legale, venivano redatti gli atti di morte firmati dal giudice istruttore, dallo stesso medico e da un rappresentante del Governatorato di Roma, il verbale era allegato in calce alla sentenza.
Tra le vittime, Don Giuseppe Morosini, che ha ispirato l’eroico sacerdote protagonista del film “Roma città aperta” di Roberto Rossellini. trovò qui la morte il 3 aprile 1944.

L'evento rientra nel progetto Unexpected Itineraries of Rome - CUP J89I22001930001 - Finanziato della Misura Grandi destinazioni per un turismo sostenibile (Scheda N. 51) del Piano Sviluppo e Coesione (PSC) del Ministero del Turismo, approvato con delibera CIPESS del 3 novembre 2021 N. 58.

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