
AUTODIFESA DI CAINO
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Il primo giugno del 2018, Andrea Camilleri interpretò al Teatro Greco di Siracusa Conversazioni su Tiresia, considerato da tutti il suo testamento artistico. Fu una serata indimenticabile: Camilleri, solo in scena, seduto su una poltrona, ammaliò e ipnotizzò il pubblico con la magia della sua voce rauca e la forza delle sue parole. Alla fine della serata lo scrittore interruppe gli applausi, che sembravano non avere fine, e nel silenzio che ne segui pronunciò le seguenti parole: «Scusate, vorrei dirvi ancora una cosa. Mi piacerebbe che ci rincontrassimo tutti quanti, qui, in una serata come questa, tra 100 anni».
Queste parole furono, per Luca Zingaretti, un pugno nello stomaco: «Innanzitutto perché – spiega Zingaretti – risuonarono come le parole di un uomo, un intellettuale, che sente la fine avvicinarsi e vuole congedarsi dalla vita lanciando un segnale forte, preciso. Il suo invito a rivedersi arrivò potente, autentico, reale, in un teatro che era stato il suo primo amore e, da uomo di teatro che ne conosceva bene meccanismi e possibilità, un luogo dove tutto è possibile e dove lo spazio e il tempo non esistono per come li conosciamo, ma sono, al contrario, elastici e plasmabili. Mi ricordo che pensai: “ok, a tra 100 anni allora, qui!”».
Per l’allegria con cui le pronunciò, quelle parole sembrarono un invito a non buttare via nulla della vita, perché la sua bellezza è pari solo alla sua caducità.
Dopo quella sera, nell’anno che lo separò dalla morte, Camilleri scrisse un altro monologo, Autodifesa di Caino, nel quale narra a suo modo il primo assassinio della storia dell'uomo, nel quale Caino si pone davanti al pubblico come se questo fosse la giuria di un tribunale che deve giudicarlo. «Camilleri non c’è più – spiega Zingaretti – e questa è una mancanza dolorosa e inconsolabile. Ma sono felice di essere, ancora una volta, strumento del suo talento. Anche perché in questo testo c’è un’urgenza, ci sono delle cose che Andrea voleva dire prima di andarsene e che riguardano temi che a lui sono sempre stati cari. Voleva dirle e voleva che noi le ascoltassimo. In questo senso Autodifesa di Caino è il suo testamento. Considero questa messa in scena, e spero che vorrete considerarlo anche voi, un’affettuosa anticipazione dell’appuntamento che ci aveva dato».
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