
PIECE EXPRESS - VETRINE
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PIECE EXPRESS
Il teatro partecipato per palati forti
Il format Non è uno show 100% CRINGE, ideato e condotto da Laura Bussani e Omar Giorgio Makhloufi, si trasforma in un laboratorio permanente aperto al pubblico. Nasce così PIECE EXPRESS, un esperimento di teatro partecipato “per palati forti”, a metà tra laboratorio e spettacolo, dove il cringe diventa materia drammaturgica e il disagio si fa coro.
Ogni serata, Laura e Omar aprono le danze con un’introduzione sull’attualità cringe che ci circonda, per dare il via a un laboratorio-spettacolo irriverente, imprevedibile e pungente. A partire dalle “sfighe” e dalle storie improbabili dei partecipanti, il duo guida il pubblico nella creazione collettiva di una pièce istantanea: un coro cringe che non ha paura di esporsi, inciampare e ridere del proprio disagio.
Come funziona? Lo spettatore può scegliere come prendere parte all’esperimento.
Come partecipante attivo: portando un aneddoto, un talento, una maledizione, un cruccio o un trauma e lasciandosi guidare, insieme ad altri “prodi”, nella costruzione del coro e della pièce della serata.
Come uditore: assistendo al processo creativo come a una delle migliori (e più imbarazzanti) lezioni accademiche, senza dover necessariamente condividere qualcosa di personale.
Hai vergogna? Anche noi, e tanta.
È proprio da qui che nasce PIECE EXPRESS: dal desiderio di creare uno spazio ancora più interattivo e accogliente, in cui la vergogna non venga cancellata o nascosta, ma possa essere messa in scena, condivisa e trasformata in materiale teatrale. Un luogo in cui l’imbarazzo smette di essere soltanto qualcosa da evitare e diventa un’occasione di incontro, gioco e creazione collettiva.
PIECE EXPRESS si configura così come un dispositivo performativo partecipativo, in cui la scrittura scenica prende forma in tempo reale, attraverso l’interazione diretta tra performer e pubblico. Una drammaturgia condivisa, aperta all’imprevisto e ai diversi registri espressivi, che accoglie l’errore, l’eccesso e l’inadeguatezza come possibilità creative. Una vera e propria “drammaturcringe”, in cui ogni contributo può diventare il punto di partenza per una narrazione collettiva, ridefinendo continuamente i confini tra chi crea, chi guarda e chi partecipa.
E ricorda:
QUEL CHE SUCCEDE AL CRINGE RESTA AL CRINGE.
COSTA MENO DI UNA TERAPIA, MA L’EFFETTO PERMANE NEL TEMPO!
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I read the organiser's pages and answer in a few seconds.
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