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GIOVANNA DEI DISOCCUPATI. UN APOCRIFO BRECHTIANO
Arts

GIOVANNA DEI DISOCCUPATI. UN APOCRIFO BRECHTIANO

mercoledì 17 marzo 2027, 21:00Ora locale (Rome)
Teatro Politeama (Badia Polesine)Indicazioni
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Ovviamente non possiamo immaginare cosa scriverebbe Bertolt Brecht se fosse in mezzo a noi
e si guardasse attorno; se vivesse, come noi, immerso nella nostra cultura, a ottant’anni dalla
fine degli orrori nazisti, dentro un’economia e una finanza molto più complesse e stratificate.

Eppure…

Eppure quegli orrori sono disgraziatamente attuali, sotto altre forme e a due passi da noi.
Eppure nella finanza la prevaricazione, l’ipocrisia e lo sfruttamento degli sfortunati sembrano
non voler lasciare la scena e colpire con armi più affilate e più subdole.

In questa nostra «Giovanna dei disoccupati» abbiamo fatto agire i personaggi immaginati da
Brecht in nuovi àmbiti e con nuove parole ma nuovamente immersi nel terreno della
dominanza e della sudditanza.

L’algoritmo può sembrarci meno cattivo, ma alla fine dei fatti risulta perfido e crudele come un
padrone in carne ed ossa. Le multinazionali non hanno padroni e continuano a prevaricare,
ferire e colpire i più deboli, in tutti i paesi. Le merci viaggiano più liberamente degli umani e
l’istigazione al consumo dà l’idea di una liturgia utile a tutti tranne che a noi. La povertà e la
fame sono drammaticamente reali. Il rito economico che spinge chi consuma a consumare di
più e chi patisce a patire di più è sempre più celebrato.

E poi ci sono le persone: milioni di singoli sempre più isolati, sempre più oppressi dal mondo
commerciale-pubblicitario-social che sta portando a termine il lavoro di massacro delle
comunità. Nell’empireo delle monadi emerge il superuomo economico, senza un pensiero
vero, senza eccellenze intellettuali, senza profondità artistiche, semplicemente una perfetta
macchina da soldi. Vedremo le vicende di Pierpont Mauler, dei suoi sottoposti, di Cridle, di
Slift, della più grande lobbista del momento: la terribile Graham; un mondo di magnati al quale
si oppone Giovanna Darko, con la sua comunità social-socialista. Ma una comunità online è
veramente una comunità?

Non è di nuovo una moltitudine di monadi che si raccontano il sogno della tribù? Questo, forse,
è il vero dramma.

Con tutta l’umiltà del caso presentiamo a voi questo apocrifo di Bertolt Brecht, immaginando
di averlo scritto sotto dettatura.

Questo è possibile solo con l’aiuto dell’arte immutabile del teatro che, mentre ci diverte, come
diceva Gramsci, tenta di gettare bombe nei cervelli.

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